Sembra abbia ragione il Papa sul mito della torre di Babele (si veda Wikipedia)(anche io voglio raggiungere il cielo), qualcuno (il Signore?) ci confonde la lingua impedendoci la comprensione e credo sia giunto il momento di opporci. E’ necessario chiarire il significato di molte parole affinché il popolo possa partecipare alla socialità ed esercitare la sovranità prevista dalla Costituzione. Faccio un piccolo elenco per cominciare: economia, sistema, finanza, capitale, arte, tecnica, bello, natura, speculazione, etica, morale, filosofia, scienza, costo, profitto, guadagno e reddito. Economia=l’ordine o la regolarità di una totalità qualsiasi sia essa una casa, una città, uno Stato o il mondo. Ma, almeno per ciò che riguarda le totalità finite, l’ordine migliore è quello che realizza il massimo risultato col minimo sforzo (principio dell’economia) (Nicola Abbagnano, dizionario di filosofia, Utet 1971 pag. 273, voce economia). Totalità è un tutto completo nelle sue parti e perfetto nel suo ordine: le parti possono mutare la loro disposizione senza modificare l’insieme (Aristotele). Questa definizione chiarisce il significato di economia politica (della polis), domestica (della casa), regionale, internazionale, della globalizzazione e così via. Sui vocabolari non si capisce niente esempio: Garzanti, Devoto Oli, Zingarelli, Dizionario enciclopedico Treccani ed anche Wikipedia. Sui testi specialistici in genere non viene definita l’economia se non da Lionel Robbins come “relazione fra mezzi scarsi e finalità molteplici” che come ho detto è solo il principio dell’economia. Stranamente l’unico autore ottocentesco che mi risulta abbia definito in modo corretto l’economia è Federico Bastiat. La politica economica è la politica effettuata sull’economia senza doversi ingegnare in definizioni confuse (torre di Babele) che hanno solo il senso di coprirsi le spalle senza dire niente. Nella ragioneria si dice che l’aspetto economico riguarda il reddito e ciò è vero in quanto i costi e i ricavi non sono altro che raggruppamenti (e quindi ordinamenti) di spese e entrate monetarie. Da questo discende che la bilancia dei pagamenti è un conto economico. In un paese di ragionieri tutta questa confusione appare inquietante.